PROGETTO FORMATIVO
GESTITO DALLA COMUNITA' RUAH NELLA SEDE OPERATIVA DI BERGAMO
La scuola di italiano si definisce come servizio di accompagnamento alla cittadinanza

SCUOLA COME SERVIZIO
Il termine “servizio” indica che abbiamo a che fare con delle prestazioni che devono essere organizzate per soddisfare i bisogni e le esigenze linguistiche di un gruppo particolare di soggetti, gli immigrati.
In ogni caso la parola servizio implica una esigenza di:

1) ORGANIZZAZIONE
2) ACCOGLIENZA
3) DIVERSIFICAZIONE DELL'OFFERTA
4) PROFESSIONALITA'

1) SERVIZIO COME ORGANIZZAZIONE
a. Il meccanismo delle iscrizioni deve diventare funzionale ad una organizzazione efficace dei corsi e non viceversa, per questo va sperimentato ripetutamente, ogni volta con parziali innovazioni..

b. Il processo di raccolta, documentazione e storicizzazione dei dati va reso agile, flessibile, funzionale.

c. La circolazione delle informazioni deve diventare la chiave di volta dell’intero sistema e la cartina di tornasole che consente di valutarne l’efficienza. Vanno studiate modalità di tipo “visivo” per dare informazioni immediatamente leggibili, va motivata e valorizzata la lettura di documenti, vanno favoriti i contatti personali anche tra i docenti, vanno predisposti strumenti di lavoro comune, va potenziato l’uso della posta elettronica.

d. Il profilo del territorio va definito con precisione raccogliendo tutti i dati utili a conoscere meglio l’ambiente di riferimento degli immigrati e a fornire loro informazioni sul funzionamento di strutture e servizi.

In particolare sarà utile raccogliere i seguenti dati:
- attività produttive e mercato del lavoro
- strutture del tempo libero
- risorse culturali
- esposizione alla lingua (dialetto bergamasco)
- punti di aggregazione sociale
- inserimento abitativo
- inserimento lavorativo
- risorse specifiche di zona.

2) SERVIZIO COME ACCOGLIENZA
L’inserimento iniziale degli studenti nella nuova realtà formativa deve essere considerato come particolarmente delicato e al tempo stesso decisivo per lo sviluppo del percorso futuro. In particolare andranno particolarmente curati i due momenti fondamentali dell’accoglienza.

a. Il colloquio iniziale deve servire a mettere al centro dell’insegnamento il soggetto e non la lingua. Occorre saper intrecciare il profilo degli apprendimenti con quello del territorio.
Il profilo degli apprendimenti dovrebbe contenere:
- livello scolastico
- repertorio linguistico (patrimoni linguistici molteplici)
- attività lavorative nel paese di origine
- lavoro in Italia
- situazione familiare, socio-affettiva
- occasioni d’uso dell’italiano (quale è lo spazio linguistico dell’italiano?)
- progetto di vita (quale investimento in Italia? Progetti migratori a breve?)
- progetti lavorativi futuri
- aspirazioni/interessi (cosa posso fare oltre il lavoro?)
- bisogni formativi dichiarati, aspettative, con attenzione ai bisogni impliciti: per le donne, uscire dall’isolamento, conquistare l’autonomia, per gli uomini, recuperare l’immagine di sé (attenzione a come si gestisce l’errore!).

b. Il corso di accoglienza deve aver come obiettivi:
- l’esplicitazione del progetto migratorio
- la definizione del profilo linguistico
- la definizione dei bisogni formativi e professionali
- il contratto formativo rispetto alla mission della scuola.

Quest’ultimo punto è particolarmente importante in quanto l’insegnamento può avere successo se è lo stesso utente a decidere di voler modificare la sua realtà. Occorre dichiarare esplicitamente il senso della proposta formativa, gli obiettivi e le tappe previste, i risultati attesi e concordare le forme e i modi della partecipazione e dell’impegno.

3) SERVIZIO COME DIVERSIFICAZIONE
Il concetto di accoglienza implica che la proposta formativa non possa essere uguale per tutti ma diversificata e flessibile rispetto ai bisogni espressi e/o individuati.

Per questo si fa l’ipotesi di una proposta di organizzazione didattica articolata per moduli intesi come unità di apprendimento flessibili ed autosufficienti, con valutazione intermedia e finale. L’articolazione dei moduli potrebbe essere la seguente:

Analfabeti: moduli su 5 giorni settimanali per un mese
A1: moduli su 5 giorni settimanali per un mese, oppure su 3 giorni settimanali per 1 mese e mezzo
A2: moduli su 3 giorni settimanali per 1 mese e mezzo
B1: moduli su 2 giorni settimanali per 1 mese e mezzo.

Il concetto di modularità prevede la possibilità di una ripetizione del modulo per quanto riguarda le attività e le competenze linguistiche implicate ed una contemporanea differenziazione dei contesti d’uso; oppure può prevedere la differenziazione dello spazio assegnato alle singole competenze per consentirne lo sviluppo; oppure ancora può prevedere il passaggio da un livello ad uno successivo.

Per meglio definire la programmazione dei moduli pensiamo ci si possa avvalere dei “Protocolli per l’avvio dell’apprendimento della lingua italiana per gli stranieri” definiti nel “Quadro Comune Europeo di riferimento”.

Rimangono da precisare le modalità di accompagnamento all’uscita dalla scuola.

4) SERVIZIO COME PROFESSIONALITA’
Pensiamo che l’organizzazione di un servizio implichi il superamento di una dimensione personale del volontariato ancorata alla logica dei “buoni sentimenti”; se è indubitabile che questa sia una premessa fondamentale per animare la spinta ad “occuparsi degli altri”, è altrettanto vero che da sé non basta a dare risposte qualificate ai nuovi bisogni emergenti che appaiono sempre più diversificati. Oltre a ciò occorre riconoscere che la scuola deve darsi una identità precisa per assumersi delle responsabilità che non possono che basarsi sulle la responsabilità dei singoli operatori.

Perciò anche con gli insegnanti fa stipulato un contratto professionale sui seguenti punti:
- disponibilità personale da valorizzare come risorsa insostituibile ma vincolata ai bisogni della scuola (durata e periodicità delle presenze)
- competenze professionali attese (disciplinari, didattiche, psico-sociali) e disponibilità alla formazione/aggiornamento
- disponibilità a lavorare in gruppo ed in modo organizzato.

In particolare nel mese di settembre, prima dell’avvio delle attività didattiche, va programmato un corso di formazione per volontari finalizzato alla stipulazione del contratto professionale.

SCUOLA COME ACCOMPAGNAMENTO
Il termine “accompagnamento” rinvia ad una dimensione processuale dell’insegnamento, che considera l’insegnante come un facilitatore di processi verso la realizzazione di in apprendimento consapevole.

I nostri corsisti sono adulti e quindi hanno:
- bisogni di formazione linguistica/professionale/qualificazione sociale
- una storia personale di apprendimento linguistico
- un filtro affettivo particolarmente sensibile alle valutazioni del gruppo di appartenenza
- conoscenze del mondo, del linguaggio, della comunicazione, delle esperienze di vita
- una maggiore necessità di riflessione consapevole ed esplicita sulla “forma” della comunicazione
- scarsa disponibilità a mettere in discussione il proprio status di adulto
- scarsa disponibilità a mettere in discussione l’architettura delle proprie conoscenze/il proprio modo di valutare le esperienze.

Per questo occorre accompagnarli ad un apprendimento consapevole di essere portatori di una storia e di una cultura.

Ciò può essere possibile attraverso l’individuazione di alcune tappe e la loro formalizzazione (certificazione) nei confronti dei corsisti; tali tappe possono prevedere la seguente sequenza:
1. superamento dell’analfabetismo
2. uso funzionale del mezzo linguistico comunicativo
3. consapevolezza di poter comunicare in contesti di esperienza e socialità (DOMINI) in cui emergono i bisogni linguistici
4. consapevole padronanza d’uso della lingua anche in contesti nuovi

SCUOLA COME ACCOMPAGNAMENTO ALLA CITTADINANZA
In ultima istanza va ribadito che la mission della scuola è costituita dall’insegnamento della lingua italiana e che qualunque attività si realizzi differente da questa non può che essere considerata di supporto o di integrazione.
Rimane da definire l’orizzonte culturale entro cui va inserita la proposta di insegnamento linguistico costituito dagli obiettivi generali di ordine formativo.

In questo quadro non possiamo non pensare ad un accompagnamento alla cittadinanza intesa come:
- Adesione ai principi fondamentali della “Costituzione delle Repubblica italiana”
- Adesione ai principi fondamentali della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo”
- Consapevolezza dei diritti/doveri di un cittadino democratico.

http://www.comunitaruah.it/index-ruah.html