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AFP in Bolivia: tre settimane di servizio e condivisione a Cochabamba

Nove studenti delle sedi AFP di Bergamo, Clusone ed Endine hanno vissuto un’esperienza di mobilità internazionale presso la Ciudad de los Niños. Ad accompagnarli sono stati don Glauco Grazioli, alcuni docenti e il personale di segreteria. Per alcuni giorni ha condiviso con loro questa esperienza anche don Marco Perrucchini, direttore di AFP Patronato San Vincenzo.

L’esperienza è stata finanziata da Regione Lombardia nell’ambito dell’iniziativa “Esperienze formative all’estero per studenti dei Percorsi IeFP ed IFTS della Lombardia – Anni Formativi 2025/2026 e 2026/2027”. La misura sostiene la realizzazione di esperienze formative all’estero e il rafforzamento delle reti di collaborazione e scambio tra gli enti.

Gli studenti sono partiti il 22 luglio e sono rientrati il 12 agosto, dopo tre settimane intense trascorse a Cochabamba, in Bolivia. Protagonisti dell’esperienza sono stati nove studenti maggiorenni delle tre sedi di AFP Patronato San Vincenzo.

Il gruppo era composto da tre ragazzi – un apprendista, uno studente del percorso di macchine utensili di Clusone e uno del percorso di falegnameria di Endine – e da sei ragazze: una studentessa di estetica, una di acconciatura e quattro del settore grafico.

La vita alla Ciudad de los Niños

Ad accogliere il gruppo è stata la Ciudad de los Niños, una comunità che ospita circa 120 bambini, adolescenti e giovani provenienti da situazioni di abbandono o di particolare vulnerabilità familiare.

Come racconta don Glauco, si è trattato prima di tutto di un’esperienza di conoscenza e servizio all’interno della struttura. Al mattino gli studenti collaboravano in diversi lavori, mentre il pomeriggio e la sera erano dedicati alle attività, al gioco e alla relazione con i bambini ospitati nelle diverse “casette” della Ciudad.

Gli studenti hanno offerto il proprio contributo mettendo in gioco anche le competenze sviluppate durante i rispettivi percorsi formativi. Le quattro ragazze di grafica, in particolare, hanno collaborato alla realizzazione di murales e contenuti video. L’impegno del gruppo, tuttavia, non si è limitato alle competenze tecniche: ciascuno ha partecipato alle necessità quotidiane della comunità e alle attività con i bambini.

I sorrisi che restano nel cuore

Il cuore del viaggio è stato il rapporto costruito giorno dopo giorno con i bambini e i giovani della Ciudad.

«Il sorriso e l’entusiasmo dei bambini è davvero stupefacente», sottolinea don Glauco.

Un’energia che ha colpito profondamente gli studenti, soprattutto dopo aver conosciuto le storie difficili di molti dei bambini accolti. Il gruppo ha potuto osservare la loro capacità di affrontare la quotidianità con forza, semplicità e gratitudine, nonostante le esperienze di abbandono e sofferenza vissute.

Don Glauco ricorda anche le piccole situazioni quotidiane che hanno aiutato i ragazzi a riflettere sulle proprie abitudini e sulle comodità spesso date per scontate. Il confronto con i bambini della Ciudad, abituati a prendersi cura delle proprie cose con grande autonomia e senza lamentarsi, ha lasciato in tutti una profonda riconoscenza.

 

Incontri e testimonianze

Durante il soggiorno non sono mancati momenti di conoscenza del territorio e di incontro con alcune realtà significative della presenza italiana a Cochabamba.

Gli studenti hanno visitato la struttura coordinata da Massimo Casari, la clinica fondata dal medico Pietro Gamba e la parrocchia di Melga. Particolarmente importanti sono state la testimonianza di Fulvio Diploma, direttore della Ciudad de los Niños, e quella delle persone che hanno scelto di dedicare la propria vita al servizio della comunità.

Le attività sono state accompagnate anche da momenti conviviali e di preghiera, vissuti insieme agli operatori e alle persone impegnate nella missione.

Per alcuni giorni anche don Marco Perrucchini, direttore di AFP Patronato San Vincenzo, ha raggiunto il gruppo e ha potuto condividere direttamente le attività, gli incontri e alcuni momenti della vita quotidiana alla Ciudad de los Niños.

Secondo don Glauco, gli studenti sono rimasti profondamente colpiti dalle testimonianze incontrate e dalla scelta radicale di mettersi al servizio degli altri. Allo stesso tempo, sono stati soddisfatti di essere riusciti ad affrontare un’esperienza impegnativa e molto diversa dalla loro quotidianità.

Un’esperienza di crescita per tutto il gruppo

Per molti partecipanti si è trattato della prima esperienza all’estero in un contesto così lontano da casa. Il confronto con una realtà nuova, la condivisione delle giornate e la responsabilità di mettersi concretamente al servizio degli altri hanno rappresentato un’importante occasione di crescita.

Il viaggio ha rafforzato anche i rapporti all’interno del gruppo. Non tutti gli studenti si conoscevano prima della partenza, ma il tempo trascorso insieme, le attività svolte e le emozioni condivise hanno creato legami profondi.

Anche per don Glauco il momento del congedo è stato particolarmente emozionante. La conoscenza più profonda degli studenti, delle loro storie e delle loro sensibilità ha reso il viaggio un’esperienza significativa anche per gli accompagnatori.

«Un viaggio di questo tipo, se vissuto così, ti lascia il segno», conclude don Glauco.

I nove giovani sono tornati a casa con una maggiore consapevolezza, nuove relazioni e il ricordo dei bambini incontrati. Un’esperienza che conferma il valore educativo della mobilità internazionale promossa da AFP: un percorso capace di far crescere le persone attraverso il servizio, la responsabilità e la condivisione.