Dal 14 al 20 aprile 2026, presso la nostra sede AFP Patronato San Vincenzo di Bergamo, si è svolta la mostra “Embodying Migration – Viaggio del corpo migrante”, un progetto educativo e artistico che ha coinvolto gli studenti delle classi prime in un percorso intenso e trasformativo sul tema della migrazione, dell’identità e dell’accoglienza.
Non una semplice esposizione, ma una vera e propria esperienza immersiva, capace di mettere al centro le storie, le emozioni e le riflessioni di chi spesso resta invisibile.
Dall’ispirazione alla progettazione: come nasce Embodying Migration
Il progetto prende forma a partire dall’esperienza diretta della docente Stefania Cattaneo, che durante l’estate ha visitato a Brescia la mostra “Embodying Migration”, realizzata al termine dell’omonimo percorso rivolto ai Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA).
L’iniziativa, promossa dalla Procura per i Minorenni di Brescia in collaborazione con i Servizi Sociali dei territori coinvolti, nasce con un obiettivo preciso: dare voce ai ragazzi migranti attraverso il linguaggio del corpo e dell’espressione artistica.
Attraverso laboratori manuali, educativi ed espressivi, i partecipanti sono stati accompagnati in un percorso di narrazione di sé, in cui ogni parte del corpo diventa simbolo di un vissuto, di una memoria, di una speranza.
Ciò che ha colpito fin da subito è stata la forza delle testimonianze dei ragazzi: il loro racconto ricco di nostalgia, ricordi, paure ma anche di desideri, sogni e desideri ha lasciato un segno profondo.
Portare l’esperienza in classe: un progetto educativo integrato
Da questa esperienza nasce l’idea di trasferire il progetto all’interno del percorso didattico delle classi prime di AFP, già impegnate in un lavoro sul tema del viaggio.
Non si è trattato di una semplice riproduzione, ma di una rielaborazione educativa, costruita attraverso una collaborazione concreta con la Procura dei Minori di Brescia.
Il percorso si è articolato in diverse fasi:
- Incontri con professionisti, tra cui la psicologa dott.ssa Rizzi, che ha raccontato il lavoro educativo con i MSNA
- Visita alla Procura, con l’intervento della dott.ssa Tondina, Procuratore della Repubblica, e attività su casi reali
- Esperienza presso la comunità Don Milani, per comprendere da vicino i percorsi di accoglienza
Queste esperienze hanno permesso agli studenti di entrare in contatto con realtà complesse, sviluppando empatia, senso critico e consapevolezza sociale.
Una mostra immersiva: quando lo spazio diventa esperienza
L’allestimento della mostra, realizzato dai ragazzi della classe prima del settore Meccanica, è stato progettato per coinvolgere i visitatori in modo diretto, trasformando l’aula in uno spazio di ascolto e riflessione. All’ingresso, un audio in loop accompagna i visitatori con le voci dei ragazzi MSNA: parole autentiche che raccontano esperienze di vita, paure e speranze. Al centro della stanza, uno spazio con cuscini disposti in cerchio invita a fermarsi, ascoltare e lasciarsi coinvolgere.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso:
- un tappeto centrale con libri e materiali sul tema della migrazione
- immagini delle parti del corpo, elemento simbolico del progetto
- cartelloni informativi con dati sui MSNA a livello locale e nazionale
- QR code interattivi, che permettono di approfondire i laboratori
Ogni elemento è pensato per stimolare non solo la comprensione, ma anche la partecipazione emotiva.
Il corpo come linguaggio: i laboratori e il loro significato
Uno degli aspetti più originali del progetto è l’utilizzo del corpo come strumento narrativo.
Ogni laboratorio si concentra su una parte del corpo, trasformata in metafora del vissuto:
- le mani raccontano il fare, la creazione, le possibilità
- il cuore diventa simbolo di emozioni e paure
- gli occhi rappresentano ciò che si è visto e ciò che si è perso
- i piedi evocano il viaggio, il movimento, la fuga
Questo approccio consente ai ragazzi di esprimersi anche quando le parole non bastano, creando uno spazio sicuro in cui raccontarsi.
Il contributo degli studenti AFP: tra creatività e consapevolezza
Accanto ai materiali originali del progetto, la mostra presenta i lavori realizzati dagli studenti delle classi prime di AFP, che hanno reinterpretato i temi attraverso attività creative e personali.
Tra le produzioni esposte:
- Autoritratti, che raccontano identità e percezione di sé
- Testi sul viaggio migratorio, ispirati alla formula “Ho visto, non ho visto, io so”
- Riflessioni su paure e desideri, legate alla propria esperienza
- Parole sul futuro, raccolte in buste simboliche
- Scritti, che raccontano ciò che fa palpitare il cuore e sentire vivi
Questi elaborati dimostrano come il progetto abbia attivato un processo di riflessione profonda, capace di mettere in dialogo esperienze diverse.
Letteratura e immagini: costruire un immaginario condiviso
La mostra integra anche riferimenti culturali e letterari che ampliano la riflessione sul tema della migrazione. Tra questi, il libro Preghiera del mare, scritto da Khaled Hosseini in memoria di Alan Kurdi, simbolo delle tragedie legate ai viaggi migratori. Accanto a questo, le filastrocche migranti tratte da “Di qua e di là dal mare” hanno offerto agli studenti uno spunto creativo per sperimentare nuovi linguaggi espressivi.
La combinazione di testi, immagini e testimonianze ha contribuito a costruire un immaginario condiviso, capace di rendere il tema accessibile e coinvolgente.
Una didattica che educa alla cittadinanza
“Embodying Migration” rappresenta un esempio concreto di didattica innovativa e inclusiva, che va oltre la trasmissione di contenuti per diventare esperienza trasformativa.
Il progetto ha permesso di sviluppare:
- competenze emotive, legate all’ascolto e all’empatia
- competenze sociali, attraverso il confronto con realtà diverse
- competenze espressive, grazie ai laboratori artistici e alla produzione dei testi
- competenze civiche, fondamentali per una cittadinanza consapevole
In un contesto educativo sempre più complesso, esperienze come questa dimostrano l’importanza di costruire percorsi che mettano al centro la persona.
Partecipazione e restituzione: la voce della comunità scolastica
Un elemento fondamentale della mostra è stato il coinvolgimento attivo dei visitatori. Al termine del percorso, studenti e docenti hanno potuto lasciare un pensiero o una riflessione, contribuendo a trasformare la mostra in uno spazio di dialogo.
Inoltre, sono state proposte attività di rielaborazione in classe, tra cui:
- scrittura di testi e riflessioni
- creazione di filastrocche
- discussioni guidate sui temi emersi
Un modo per prolungare l’esperienza e consolidare gli apprendimenti.
Conclusioni
La rielaborazione della mostra “Embodying Migration” realizzata in AFP Patronato San Vincenzo rappresenta un’esperienza educativa di grande valore, capace di trasformare la didattica in un percorso di crescita personale e collettiva. Dopo aver chiuso i battenti, gli allievi che hanno lavorato al progetto hanno voluto lasciare a tutti i visitatori il seguente messaggio che ne racchiude il senso: “Più di 250 ragazzi e molti docenti sono venuti a vedere il nostro lavoro e ne siamo orgogliosi! Vi ringraziamo per le riflessioni che avete voluto condividere con noi! Speriamo che le parole che avete ascoltato risuonino dentro di voi e che i piccoli semi che abbiamo cercato di gettare con il nostro lavoro possano portare buoni frutti per un mondo più giusto e accogliente per tutti… Alla prossima! “
















