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Grande fabbisogno di manodopera specializzata nel campo della saldatura

C’è “fame di saldatori” a Bergamo

Il settore della saldatura a Bergamo è attualmente caratterizzato da una forte carenza di manodopera specializzata, una situazione che ha raggiunto livelli preoccupanti. Stefano Milesi, docente responsabile del laboratorio di saldatura presso l’AFP Patronato San Vincenzo, sintetizza così la situazione: «Fame di saldatori». Una frase che ben descrive l’allarme lanciato da associazioni e imprese locali, le quali lamentano un fabbisogno non soddisfatto di circa l’80%.

Il ruolo delle scuole di formazione

In questo contesto, le scuole di formazione professionale assumono un ruolo cruciale. AFP Patronato San Vincenzo, all’interno del percorso di formazione per addetti all’uso delle macchine utensili ha da anni affiancato attività nel laboratorio di saldatura.

Nella sola sede di Bergamo questo ha portato ad un incremento del numero di iscritti dai 12 dell’anno formativo 2016-2017 ai 56-60 studenti di quest’anno. Stefano Milesi spiega che il lavoro del saldatore è spesso percepito in modo distorto: «Si pensa al fabbro di paese che salda il cancello, ma in realtà la saldatura è diffusa in ambiti meno noti come l’aerospaziale o il petrolifero».

AFP Patronato San Vincenzo ha recentemente inaugurato un nuovo laboratorio all’avanguardia, dotato di macchine di ultima generazione, simili a quelle che i ragazzi utilizzeranno in azienda. «Qui i ragazzi imparano sia a saldare che a lavorare con le macchine utensili, e le basi del disegno. Sono poi le aziende a farli crescere in base alle loro caratteristiche», conclude Milesi.

Inoltre, l’Academy di Alfa Laval rappresenta un ulteriore tentativo di formare «in casa» figure professionali adeguate, sebbene i partecipanti siano perlopiù di nazionalità straniera.

Le iniziative delle imprese

In particolare, aziende come Alfa Laval di Suisio registrano una mancanza di saldatori che sfiora il 90%, una percentuale drammatica che evidenzia la difficoltà nel reperire personale qualificato. Giovanni Zimello, amministratore delegato della Olmi di Suisio, a cui fa capo Alfa Laval, sottolinea: «Da inizio anno cerchiamo dieci addetti, e al momento siamo riusciti a trovare solo uno». Un problema che non riguarda solo Alfa Laval, ma che si estende a molte altre imprese della provincia, dove la media di carenza si attesta intorno al 70-80%.

 

Le cause della carenza

Secondo Zimello, le cause principali di questa disaffezione verso i mestieri in fabbrica sono tre: il fattore anagrafico, il miglioramento delle condizioni economiche che spinge i giovani verso percorsi di studio diversi, e i modelli educativi che non valorizzano le professioni industriali. Stefano Maroni di Confartigianato Bergamo aggiunge che il costo elevato per ottenere e mantenere il patentino da saldatore, oltre mille euro, rappresenta un ulteriore ostacolo.

Conclusioni

La carenza di saldatori specializzati a Bergamo è una sfida che richiede un’azione concertata da parte di istituzioni, imprese e scuole di formazione. È fondamentale sfatare i miti che circondano la professione e valorizzare le opportunità offerte dal settore, migliorando al contempo l’accessibilità e la percezione delle carriere industriali. Solo così sarà possibile colmare il divario tra domanda e offerta e garantire un futuro sostenibile per l’industria locale.

Fonte (Eco di Bergamo 19/05/2024)