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Programma UIA – Urban Innovative Actions

Progetto n°612131-EPP-1-2019-1-IT-EPPKA3-IPI-SOC-IN

Titolo: CAPACITyES: Children Against Poverty Awake the City Education System

Descrizione del progetto

www.capacityes.it

Con il progetto CAPACITyES la città di Bergamo affronta il tema della povertà urbana, considerando nello specifico la carenza di offerta abitativa, la povertà educativa dei bambini e la segregazione spaziale. La soluzione è un approccio integrato incentrato sulla prospettiva dell’infanzia con una struttura temporanea di co-housing per famiglie con minori e un nuovo polo dedicato ai bambini. Entrambi gli interventi saranno co-progettati e co-gestiti dalle famiglie coinvolte nel progetto, insieme al quartiere per rilanciare la partecipazione della cittadinanza, l’integrazione e la coesione sociale.

Lista dei progetti approvati nell’ambito della 4^ call del programma europeo UIA.

Il progetto in cifre

Numero di partner 9
Budget del progetto 6 milioni di €
Finanziamento europeo 4,8 milioni di €
Durata del progetto dal 01/09/2019 al 31/08/2022

 

Partner di progetto

Ente Capofila:

Comune di Bergamo (capofila)

Partner:

Associazione Formazione Professionale Patronato San Vincenzo

Cooperativa Impresa Sociale Ruah

Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo

Purelab

Generazioni FA

CSI Bergamo

Fondazione ISMU – Iniziative e Studi sulla Multietinicità

Best Institut (Vienna).

ARTICOLI E AGGIORNAMENTI

15 aprile 2021 – Pietro Alisei (UIA Expert)

Cambiare persone e luoghi attraverso un atto di fantasia.

Il PROGETTO CAPACITyES individua e gestisce i problemi di povertà ed emarginazione urbana attraverso percorsi di rigenerazione urbana caratterizzati da forti assetti innovativi e creativi. La creatività viene messa al centro del processo di ricerca di soluzioni sostenibili ai problemi urbani legati al co-housing, alle famiglie migranti e all’integrazione dei servizi sociali. I Bambini, con la loro fantasia, giocano un ruolo rilevante nel trovare la via che porta alle soluzioni.

Nonostante le difficoltà che abbiamo attraversato a causa della pandemia il progetto CAPACITyES avanza nello svolgimento delle attività previste , ma nel contesto di questa permanente instabilità, la partnership di progetto deve spesso essere pronta a cambiare il percorso designato in qualsiasi momento. Di giorno in giorno va ricercato il percorso alternativo che permetta al progetto di mantenere la rotta per la sua realizzazione. Ogni passaggio richiede un esercizio di creatività per tenere insieme, sulla stessa pagina, attraverso sinergie e integrazioni, gli attori delle trasformazioni urbane previste. Ci sono alcune attività che si sono rivelate fondamentali all’inizio dell’anno, in particolare:
– mantenere il legame con le famiglie (famiglie migranti con scarsa capacità economica e spesso, ma non sempre, con deficit scolastici da recuperare).
– la graduale attivazione del supporto educativo (necessario per accedere al mondo del lavoro e delle professioni).
– gli incontri individuali tenuti con mediatori e famiglie (mantenere unite le famiglie nel progetto, in un momento difficile di crisi, richiedono un dialogo continuo e una continua costruzione di prospettive per affrontare le attuali problematiche abitative e immaginare un futuro diverso nell’ambito della sperimentazione del co-housing ).

La forza dei bambini – HUB4KIDS

Un aspetto significativo di questo periodo riguarda il coinvolgimento dei bambini, che sono la forza creativa dietro il progetto CAPACITYES, ma che la pandemia ha relegato a svolgere un ruolo di partecipazione limitata. Il progetto ha implementato soluzioni creative, infatti, i bambini, attraverso la creazione di avatar, hanno potuto partecipare ed esprimere la loro opinione su come organizzare HUB4KIDS, dando così ai progettisti preziose indicazioni su come avanzare con la progettazione e il recupero del edificio dove creare questo hub (le interviste attraverso la creazione di avatar per i bambini, utenti di HUB4KIDS, hanno garantito la privacy dei bambini coinvolti, ma allo stesso tempo hanno permesso ai designer di ricevere il loro contributo creativo).

Ma la creatività, la fantasia, dei bambini emerge anche attraverso il lavoro che sta alimentando uno dei tre progetti fondamentali dell’azione rigenerativa promossa da CAPACITYES. L’opera di street art collega le altre due aree di intervento (la riqualificazione dell’edificio per il co-housing e la realizzazione dell’HUB4KIDS) attraverso la creazione di un “corridoio urbano” costituito da murales.

Il valore della mediazione nella progettazione degli spazi per il co-housing

Tenere unite le famiglie coinvolte in un progetto innovativo, quando gli effetti della pandemia arrivano a compromettere ancora di più la loro fragile condizione, aggiunge gradi di difficoltà alle sfide affrontate dal progetto CAPACITyES. In questo senso, il ruolo dei mediatori culturali è stato fondamentale per mantenere il target group vicino alla sperimentazione di co-housing avviata da questo progetto.

26 maggio 2021 – Comunicato stampa

CAPACITyES – Una città in testa, l’Europa prolunga i tempi

Prorogata la scadenza del progetto da sei milioni di euro finanziato dal programma UIA – Urban Innovative Actions

Parte una delle iniziative europee più importanti, Urban Innovative Actions, creata per sperimentare nelle aree urbane interventi innovativi per la rigenerazione ambientale e sociale. Il progetto CAPACITyES, con il quale il Comune di Bergamo si è aggiudicato il bando UIA sul tema della povertà urbana con un finanziamento di 4,8 milioni di euro, ha mosso i primi passi a partire da settembre 2019, nella fase più difficile della pandemia ha proseguito con le sue attività e ora entrerà nel vivo per offrire nuove opportunità a bambini e ragazzi di Bergamo, grazie anche alla proroga di un anno su cui adesso può contare, realizzando le azioni entro l’agosto 2023.

I partner

CAPACITyES, con il Comune di Bergamo in qualità di capofila, vede protagoniste diverse realtà del terzo settore e non solo, che mettono in gioco le rispettive esperienze e competenze per costruire insieme questo grande esperimento di innovazione. Sono la Cooperativa Sociale Ruah, la Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo, l’Associazione di formazione Professionale Patronato San Vincenzo, Purelab, Generazioni FA, CSI Bergamo, ISMU – Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità e Best Institute.

In città si sono già visti i primi tasselli di questo progetto: i murales realizzati in queste settimane allo Spazio Giovanile di Boccaleone, nelle vie Borgo Palazzo, Serassi e Vivaldi. Si tratta dei primi interventi di un progetto che, come già spiegato, non si è mai fermato e che nei prossimi mesi prenderà sempre più forma.

Gli obiettivi

Gli elementi fondamentali di CAPACITyES sono già riassunti in questo acronimo: significa Children Against Poverty Awake the CITy Education System, “contro la povertà i bambini risvegliano il sistema educativo della città”. I temi cardine sono la povertà urbana, il diritto alla casa, le opportunità educative e di crescita per i bambini, problemi che il progetto affronta con un approccio integrato, partendo da idee, esigenze e desideri dei più piccoli.

Gli interventi previsti sono stati definiti in dettaglio attraverso percorsi di co-design che hanno coinvolto le famiglie e gli stessi bambini e ragazzi. Partendo dai loro desideri e dalle loro idee, gli uffici del Comune di Bergamo e i partner di progetto hanno definito spazi e future attività delle due strutture chiave: l’Hub4Kids di via Serassi e il Co-housing di Borgo Palazzo.

Le strutture

All’interno di CAPACITyES gli interventi strutturali sono importanti quanto le attività culturali, sociali, educative e di aggregazione: non si tratta di semplici sistemazioni architettoniche, ma di un intervento complessivo di rigenerazione urbana, che punta a trasformare gli spazi recuperati in luoghi davvero vissuti dalla comunità.

La struttura del Co-housing nascerà all’interno di un padiglione dell’ex Osservatorio Femminile di via Borgo Palazzo, presso la sede dell’ATS Bergamo. Verranno realizzati 12 alloggi per famiglie con una serie di spazi in condivisione -– cucina e sala da pranzo, salone di ritrovo multifunzione, lavanderia, locale bricolage – e orti urbani all’esterno. Ospiterà – a partire dall’estate 2022 –  famiglie con figli minori, che hanno difficoltà a restare sul mercato abitativo privato. Queste famiglie saranno protagoniste di un innovativo progetto di abitare collaborativo, affiancato da percorsi di formazione che consentiranno di ottenere competenze spendibili nelle occasioni di socializzazione, di co-abitazione e sul mercato del lavoro.

La Cascina Serassi verrà ristrutturata per ospitare il futuro Hub4Kids, che sarà aperto a bambini e adolescenti di tutta la città. All’interno della cascina troveranno posto sale multifunzionali, laboratori, locali per il gioco educativo dedicati ai più piccoli, con spazi esterni che consentiranno anche attività all’aperto. Attività motorie, arti visive, musica, creatività,occasioni di incontro e socializzazione: Hub4Kids darà opportunità di crescita e divertimento a bambini e ragazzi di tutta la città, da zero a 18 anni, con proposte adatte a ciascuna fascia d’età.

Nei due edifici ristrutturati da CAPACITyES e lungo il percorso che le collega – circa un chilometro – saranno realizzate diverse installazioni artistiche, opere di arte pubblica create dalla collaborazione di artisti professionisti e bambini e ragazzi. Le prime opere sono comparse in queste settimane: sono i murales realizzati dallo street artist Luogo Comune che narrano alcuni episodi dell’Odissea. Ad ispirarle, i disegni dei bambini coinvolti la scorsa estate nei laboratori creativi sull’avventura di Ulisse.

15 febbraio 2021 – Pietro Alisei (UIA Expert)

CAPACITYES Journal 1: aggiornamento sul progetto di Bergamo 

Il progetto CAPACITyES si concentra sulla lotta alla povertà urbana. Il valore aggiunto di questo approccio sta nel fatto che il progetto mette in tavola diversi ingredienti per trovare il giusto equilibrio e combinazione, per affrontare i problemi indotti dalla povertà nelle famiglie svantaggiate. La maggior parte di queste famiglie sono straniere e fanno parte delle ultime ondate migratorie che hanno interessato l’Europa. Il progetto, inoltre, lavora insieme ai bambini rendendoli protagonisti del processo di rigenerazione urbana e attraverso di esso li coinvolge in un dialogo interculturale.

La povertà urbana è uno dei problemi più cruciali che affliggono le città italiane, in particolare dopo la crisi economica del 2008 che ha comportato una drastica riduzione delle risorse. Bergamo, con i suoi 121.000 abitanti, non è esclusa da questa situazione, con una media dell’11,4% delle famiglie che vivono in condizione di povertà, percentuale che sale alle stelle al 57% se si considerano le famiglie straniere.
Da questo scenario nasce il progetto CAPACITyES che affronta la povertà urbana concentrandosi principalmente sulla povertà educativa dei bambini.
La sfida è quella di interrompere i meccanismi alla base della povertà urbana e delle conseguenti disuguaglianze attraverso un approccio innovativo incentrato sulla prospettiva dei bambini. Gli studi dimostrano infatti che i bambini sono la fascia di età più vulnerabile se si considera il tasso di rischio di povertà ed esclusione sociale. CAPACITYES lavorerà sui bambini aiutando a rompere il ciclo della povertà affrontando lo svantaggio nei primi anni al fine di ridurre il rischio di povertà ed esclusione sociale in futuro.

Il progetto CAPACITyES intende affrontare la povertà educativa urbana in una prospettiva multipla, tenendo conto di diverse dimensioni: alloggio, istruzione, arte, sport e cultura, attraverso la partecipazione attiva e l’inclusione dei cittadini.
Le soluzioni interconnesse sono le seguenti:

– una struttura di Co-Housing per famiglie con bambini con spazi personali e condivisi in cui vivere. La loro presenza sarà temporanea e finalizzata a supportarli nell’affrontare il disagio abitativo, nella permanenza nel mercato del lavoro e nell’esercizio della piena autonomia;

– un HubForKids creativo che sarà focalizzato sul miglioramento delle capacità cognitive e non cognitive dei bambini, proponendo attività artistiche, sportive, musicali e culturali e spettacoli mirati a diverse fasce di età. I bambini beneficeranno anche di borse di studio, come aiuto economico;

– installazioni artistiche da collocare all’interno dell’edificio Co-Housing, dell’HubforKids e in diversi punti della città diventando un’unica grande installazione volta a collegare il centro e la periferia, facilitandone la contaminazione

LEGGI L’ARTICOLO INTEGRALE

21 febbraio 2021 – Diario della Formazione

Progetto CAPACITyES: 3 HubForKids in giro per il mondo

Il progetto CAPACITyES, finanziato dall’iniziativa europea UIA Urban Innovative Actions, ha come topic la rigenerazione urbana in chiave innovativa. Tale obiettivo è declinato in tre filoni di intervento strategici: deprivazione abitativa, povertà educativa dei bambini e segregazione spaziale.
L’ambito di azione si realizza in un contesto urbano del Comune di Bergamo segnato da un’alta percentuale di famiglie che vivono in povertà assoluta, la maggior parte delle quali di nazionalità straniera. Una quota significativa di questi cittadini sono minori.

CAPACITyES

Le azioni previste partono dall’offerta di una struttura di co-housing temporaneo, fornendo loro l’opportunità di condividere alloggi e spazi comuni. Nel contempo, CAPACITyES affronta la sfida della povertà educativa dei bambini, creando un nuovo spazio sociale per i minori da 0-17 anni (HubForKids), dove potranno partecipare ad attività culturali, artistiche e sportive, supportate anche da attività di animazione sociale e tutoraggio. Queste attività hanno l’obiettivo di favorire il processo di integrazione tra bambini italiani e stranieri. Entrambe queste strutture saranno co-progettate e co-gestite dalle famiglie target, insieme al quartiere, al fine di rilanciare la partecipazione sociale, l’integrazione e la coesione.

Il ruolo dell’AFP Patronato San Vincenzo

Il Work Package leader dell’attività relativa allo sviluppo dell’HubForKids è AFP Patronato San Vincenzo. La ristrutturazione dello spazio (Cascina Serassi) e le azioni di valorizzazione previste, a causa della pandemia, sono purtroppo molto rallentate. L’obiettivo di fondo è quello di promuovere innovazione sociale tra i giovani considerando la prospettiva dei bambini come punto di partenza.

L’obiettivo è creare un spazio a misura di bambino tenendo conto delle loro esigenze e volontà. Questa attenzione verrà posta sia sulla struttura architettonica che sui servizi da fornire nell’Hub. Verranno, infatti, co-progettate anche le attività con i bambini, considerati protagonisti di tutte le azioni, che verranno realizzate.

L’HubForKids creerà relazioni positive sperimentando la cultura, l’arte e lo sport come strumenti tangibili per aiutare a combattere la solitudine e la segregazione.

Best practices nel mondo

Esistono altri esempi di spazi sociali innovativi dedicati ai minori? Le altre nazioni come stanno affrontando problematiche sociali similari? L’innovazione sociale guidata dai giovani è un modello vincente?

Iniziamo il nostro viaggio intorno al mondo alla ricerca di best practices utili a riflettere su come potrebbe essere l’HubForKids Capacityes nella città di Bergamo.

BOLIVIA

Peque Innova nasce nel 2017 come uno dei progetti vincitori del network Alumni Inspira, dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Bolivia. Peque Innova è un progetto educativo  basato su attività laboratoriali che combinano le aree STEAM: Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica.

Le attività intendono risvegliare la passione per le scienze nei bambini boliviani tra i 5 e i 12 anni, che generalmente non hanno conoscenze o accesso a questo tipo di opportunità e / o istruzione.
Le cause di questi problemi si basano sulle risorse economiche, sulla disuguaglianza di genere come nei metodi educativi tradizionali e verticali applicati alle scuole rurali e urbane.

Alcuni esempi di laboratori:

  • Robotica
    Introduzione all’utilizzo di base dei programmi open source. Viene inoltre permesso ai bambini di avere una prima conoscenza sull’hardware della robotica e sull’uso di microcontroller.
  • Chimica
    Vengono insegnate le basi dei composti chimici attraverso esperimenti pratici, utilizzando materiali di uso quotidiano. Contemporaneamente, viene spiegato l’utilizzo e la manipolazione dei materiali di laboratorio.
  • Scienze Ambientali
    Vengono evidenziati concetti e pratiche come la conoscenza, la consapevolezza e la sensibilità sulle questioni ambientali. Viene spiegato l’ambiente circostante con esperimenti su acqua, suolo ed energia eolica.
  • Biologia
    Sono insegnati i principi delle cellule e dell’osservazione microscopica. La creatività del bambino viene stimolata quando si costruiscono i propri strumenti come i microscopi con materiali comuni.

Pur coltivando un reale interesse per i processi di apprendimento nei bambini, Peque Innova mira a ridurre la dispersione scolastica e le perdite di possibili futuri luminosi. Questo è il motivo per cui il progetto aspira a dare strumenti alla prossima generazione di giovani leader e innovatori nel campo della scienza e della tecnologia in Bolivia.

LITUANIA

I professionisti IT sono molto richiesti sia nel mercato del lavoro lettone che in quello globale, facilitando la crescita e la competitività di un paese. Da questo contesto nasce il progetto LEARN IT laboratorio integrato di programmazione per studenti di età compresa tra 1 e 9 anni, in cui i bambini possono sperimentare e sviluppare pensiero logico, capacità di problem solving e cooperazione. Durante le lezioni, gli studenti hanno la possibilità di sviluppare giochi, app mobili e siti Web, risolvendo compiti e problemi di natura logica.

Il team di LEARN IT ha notato che in Lettonia, il coding è spesso trascurato nei programmi scolastici. Il progetto vuole sfidare lo status quo rompendo gli stereotipi sulla programmazione e suscitando l’interesse degli studenti per essa. Proprio per questo LEARN IT, organizza corsi di programmazione, eventi di formazione professionale e laboratori creativi nelle scuole della Lettonia. Ritengono strategico che prima i bambini impareranno le basi della codifica, più esperti e competenti in diverse aree diventeranno in futuro.
I bambini passano dalla programmazione con blocchi di codifica visiva all’essere esperti in HTML, CSS e JavaScript

I numeri di LEARN IT in Lituania
  • 8 SCUOLE
  • 5.344 CLASSI
  • 1.834 STUDENTI
LEARN IT offre i seguenti programmi didattici
Classi 3-4 anni

Animazione e giochi

Corsi per gli studenti più piccoli volti a sviluppare il pensiero logico, le capacità di problem solving e la creatività dei bambini. Gli studenti sono incoraggiati a scrivere programmi utilizzando il linguaggio di codifica visiva Scratch, creare disegni e giochi interattivi e costruire semplici robot utilizzando sensori e interruttori littleBits.

Classi 4-5 anni

Siti web e app mobili

Corsi per studenti curiosi che vogliono ampliare il proprio orizzonte riguardo al poliedrico mondo IT. Durante le lezioni, gli studenti creano siti web personalizzati in linguaggi HTML e CSS corrispondenti ai loro interessi, scrivono codici per app mobili interattive in linguaggio JavaScript e costruiscono semplici robot.

Classi 5-6 anni

Animazioni con JavaScript

Corsi per bambini interessati alla programmazione e desiderosi di imparare a scrivere un codice. Durante il programma, gli studenti apprendono la sintassi del linguaggio JavaScript e creano disegni e animazioni interattive tramite il codice. Inoltre, gli studenti apprendono le basi della robotica costruendo e codificando robot complessi.

Classi 6-9 anni

Elettronica e stampa 3D

Corsi per studenti intelligenti e creativi desiderosi di scoprire cosa si nasconde in ogni dispositivo. Durante le lezioni, gli studenti sviluppano prototipi per diversi circuiti e dispositivi elettrici utilizzando microcontrollori Arduino e li integrano con modelli 3D progettati e stampati da loro stessi. Alla fine del programma, gli studenti mettono alla prova le loro conoscenze sviluppando le proprie soluzioni tecnologiche.

REGNO UNITO

Dawdon Youth and Community Center (situato tra Durham e Sunderland), mira a fornire una vasta gamma di servizi per l’inclusione sociale dei ragazzi di tutti e lavora per una “politica della porta aperta” volta ad incoraggiare coloro che si trovano in condizioni di svantaggio a partecipare pienamente ed essere attivi all’interno della comunità.

Lo scopo è servire la comunità offrendo servizi e attività di alta qualità, gratuiti (o a basso costo) che migliorano la qualità della vita delle persone. Il Centro è aperto per più di 79 ore su 7 giorni, offrendo un luogo accogliente per più di 450 individui e gruppi, residenti locali di tutte le età, bambini e giovani che si incontrano ogni settimana.

Dawdon Youth and Community Center opera come un edificio comunitario. Oltre a gestire e ospitare attività regolari e ospitare il Polo della Gioventù, offre anche stanze in affitto.

Il centro è gestito da un comitato di gestione dei volontari, composto da membri della comunità e consiglieri locali. È stato aperto nel maggio 2001 e il contesto supporta le persone con bisogni aggiuntivi e fornisce un accesso adeguato alle persone con disabilità.

Le attività proposte dal Centro

Dawdon Youth and Community Center organizza corsi educativi e una vasta gamma di attività ricreative come karate, lezioni di danza, lezioni di danza acrobatica e sedia a rotelle. Gestisce un Banco Alimentare a supporto di chi è in crisi, offre supporto ad anziani, disabili e persone in isolamento.  Il centro gestisce anche un “Community Job Club” che fornisce supporto per il ritorno al lavoro.

Il centro supporta più di 150 bambini, erogando anche percorsi di alimentazione sana e cucina, sport, arti e mestieri, danza e sessioni di coro. L’obiettivo del centro è aiutare i bambini e i giovani svantaggiati ad integrarsi più positivamente nella società aumentando la loro fiducia. Attraverso workshop specialistici trattano temi come autoconsapevolezza, bullismo, comportamenti antisociali, inclusione sociale e immagine del corpo. Con il progetto CREE, il centro supporta bambini e giovani dai 13 anni in su con problemi di benessere emotivo.

Conclusioni

Capacityes ha permesso di scoprire nuove risorse, di trovare nuovi spunti mettendo al centro i minori, le famiglie e la comunità. La pandemia ha rallentato lo svolgimento delle azioni, ma ha permesso di trovare una nuova resilienza e di esplorare nuove opportunità e nuovi strumenti. Le difficoltà hanno spinto i partner di progetto ad avere rapporti più stretti e di unirsi per cercare di portare avanti le attività in una modalità più creativa e stimolante.
I minori sono una risorsa fondamentale per lo sviluppo di una comunità e di un paese. Le attività progettuali promuoveranno strategie virtuose ed efficaci per attuare uno sviluppo educativo e per rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. I minori non saranno più solo destinatari di servizi, ma saranno protagonisti nelle attività di co-progettazione ed in quelle realizzate. Le best practices esaminate e molte altre saranno uno stimolo ed un punto di partenza per la realizzazione di un Hub innovativo che risponda ai bisogni educativi locali in un’ottica di sviluppo futuro ed aperto alla collaborazione con altre realtà che condividono mission e vision.

Leggi l’articolo originale su diariodellaformazione.it

19 dicembre 2020 – Petro Elisei, UIA Expert

Un’esperienza alternativa di co-housing: bambini e migranti che collaborano per soluzioni innovative!

Workshop tenutosi durante la visita in loco di un esperto, per discutere su come organizzare gli spazi per il co-housing

Bergamo ha avuto la grande sfortuna di essere tra le prime città in Europa ad essere stata colpita dagli effetti del COVID 19, quando in tutta Europa non si era ancora capito cosa stesse realmente accadendo e che fosse l’inizio di una grave pandemia.

Tuttavia, Bergamo ha dimostrato la sua capacità di reazione e di resilienza e l’estate scorsa quando è tornata a zero casi di contagio è stato possibile organizzare incontri di persona tra i partner e gli stakeholder.

In questa seconda ondata autunnale della pandemia, che sta nuovamente colpendo gravemente tutta l’Europa, la città di Bergamo ha numeri di contagio accettabili. Da qui si vede che è una città capace di imparare dall’esperienza e questa è una qualità fondamentale per essere una città resiliente e innovativa.

Un’esperienza alternativa di co-housing: bambini e migranti che collaborano per soluzioni innovative!

 In questo primo articolo su Bergamo e sul progetto CAPACITYES dobbiamo ricordare che è stata una delle città europee più colpite dagli effetti della pandemia causata dal virus della SARS COV 2. Nonostante questo grave problema, la città non ha mai fermato il progetto CAPACITYES.

Bergamo è un importante centro logistico e ha nel suo territorio un aeroporto internazionale che si colloca tra i primi cinque in Italia e in Europa per traffico merci e passeggeri, e anche per questo motivo che la pandemia ha colpito qui e con maggiore impatto.

Essere una città resiliente e impegnata

Bergamo ha avuto la grande sfortuna di essere tra le prime città in Europa ad essere stata colpita dagli effetti del COVID 19, quando in tutta Europa non si era ancora capito cosa stesse realmente accadendo e che fosse l’inizio di una grave pandemia.

Tuttavia, Bergamo ha dimostrato una grande capacità di reazione e di resilienza e la scorsa estate quando è tornata a zero casi è stato possibile organizzare incontri di persona tra i partner e gli stakeholder.

Nella seconda ondata autunnale della pandemia, che ha di nuovo colpito gravemente tutta l’Europa, la città di Bergamo ha avuto numeri accettabili di contagio e questo a dimostrazione che è una città capace di imparare dall’esperienza: una qualità fondamentale per essere una città resiliente e innovativa.

Il progetto CAPACITYES sta progredendo e sta tenendo il passo con gli obiettivi previsti nel suo piano di lavoro, soprattutto in tutte quelle attività più blande, cercando di creare e strutturare un coinvolgimento della comunità locale rispetto a questo approccio e a questa idea innovativa.

Un primo punto da sottolineare è l’impegno del Sindaco per questo programma e il sostegno che ha chiaramente espresso al gruppo di lavoro che ha presentato la proposta progettuale e che ora lo sta realizzando.

Il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, presenta il Progetto CAPACITYES: video

La povertà urbana non può essere associata solo alla mancanza di condizioni di vita minime (alloggio, salario minimo, accesso ai servizi sanitari e all’istruzione di base…) anche se queste devono costituire una base stabile da cui non si può prescindere, ma la povertà è legata anche ad altre carenze, come la povertà culturale, relazionale e ambientale. Queste limitazioni possono diventare ancora più rilevanti in un contesto urbano che, per sua natura, è molto più competitivo, come ad esempio la provincia di Bergamo, una delle aree più concorrenziali a livello europeo.

Vivere in condizioni di povertà in un ambiente estremamente competitivo mette a dura prova la sopravvivenza delle famiglie più povere e provoca gravi ripercussioni sui più deboli, come i bambini.

I bambini, insieme alle loro famiglie, sono i protagonisti di questo progetto, non solo quelli appartenenti a famiglie bisognose che sono anche i destinatari delle azioni di co- housing previste.

I bambini delle scuole della città sono l’obiettivo allargato del progetto.

Il collegamento, interculturale e Inter sociale, tra i ragazzi delle scuole bergamasche è una risorsa importante per il progetto. È favorita dai numerosi eventi socioculturali previsti, ma anche dalla creazione di un vero e proprio Centro a loro dedicato, dove possano esprimere, insieme, al di là delle diverse situazioni economiche familiari, la loro creatività e socialità.

In questo momento, il luogo dove sorgerà il Centro è un casale abbandonato, ma con grandi potenzialità una volta rinnovato. Infine, questo Centro verrà inserito all’interno del tessuto urbano del quartiere così che sia facilmente accessibile e in sicurezza alle famiglie e ai bambini.

Qui i bambini avranno la possibilità di imparare, sperimentare, sviluppare e far emergere competenze, talenti e aspirazioni.

I bambini come destinatari e produttori di conoscenza

 Il progetto CAPACITYES affronta temi urbani rilevanti, che vengono presi poco in considerazione dalle politiche locali e dagli strumenti concepiti e utilizzati convenzionalmente per la gestione della città.

Cerca di integrare elementi che spesso rimangono una questione di approcci settoriali, vale a dire 1) l’edilizia abitativa, 2) l’istruzione e 3) la povertà infantile. In questo senso, promuove un approccio territoriale integrato che mira a coordinare le azioni che normalmente si riferiscono a politiche settoriali e a contrastare l’atteggiamento di pensiero a scompartimenti (silos).

 Il progetto CAPACITYES sta riuscendo ad affrontare in modo integrato queste tre tematiche urbane attraverso il coinvolgimento di una rete specializzata nei vari temi scelti da affrontare e in grado di definire percorsi di collaborazione che portino ad un unico progetto risultato di processi partecipativi che portino a decisioni collettive e coese.

Questo processo partecipativo si basa su valori condivisi e definisce percorsi decisionali che si traducono in una somma di contributi individuali:

 CAPACITYES sta mobilitando a Bergamo un dialogo operativo che porta gli attori coinvolti verso una cooperazione che accresce le potenzialità dei valori singoli e delle conoscenze messe in gioco;

Il progetto CAPACITYES affronta il problema della povertà urbana concentrandosi principalmente sulla povertà educativa dei bambini;

I bambini sono guidati attraverso pratiche basate sui valori dello sport, della cultura, dello stare insieme attraverso l’attività fondamentale e primaria che caratterizza l’infanzia, ovvero il gioco.

A Bergamo il viaggio di Ulisse continua attraverso il progetto CAPACITYES e la creatività dei bambini: laboratori in persona e d'estate con i bambini. Fonte: Squadra MUA, pagina Facebook di CAPACITYES

 

Le attività ludiche assumono diverse dimensioni e aprono diverse possibilità di sviluppo per i bambini

  • Giocare come attività sportiva oppure
  • come una narrazione che prelude all’espressione artistica (il viaggio di Ulisse)
  • come metafora di un percorso educativo, ma anche come preparazione alla complessità del vivere
  • come scintilla per la creazione di installazioni artistiche da collocare nell’abitazione, oppure
  • come competizione mediata attraverso il gioco partecipativo sviluppato e progettato per incoraggiare i bambini delle scuole elementari a immaginare e progettare la città dove avverrà il loro futuro, la città che vivranno e gestiranno nel prossimo venturo.

 Prendersi cura di coloro che sono rimasti: l’alloggio come rifugio temporaneo

 Infine, l’attenzione è rivolta alle famiglie vulnerabili che sono un altro obiettivo chiave di questo progetto e che sono importanti per la sperimentazione innovativa avviata dallo stesso. Si tratta di una fase molto delicata dell’azione innovativa urbana che richiede un sostegno alle famiglie selezionate tra le liste di coloro che sono in attesa di una sistemazione abitativa.

Un sostegno che si delinea sotto vari aspetti (psicologico, superamento e conciliazione delle diversità socio-culturali, integrazione di valori che spesso partono da posizioni lontane) e che andrà necessariamente a creare nuove “comunità urbane ibride” basate sul dialogo con i residenti, con la popolazione locale insediata da anni in città, soprattutto nei quartieri dove si realizzeranno le iniziative CAPACITYES.

Queste nuove comunità, che si formeranno a seguito degli interventi previsti dal progetto, influenzeranno anche la domanda di servizi, strutture e standard urbani nelle aree coinvolte.

il workshop di co-housing tenutosi con le famiglie destinatarie. Fonte: Foto scattata dal MUA Team

 

In questo senso, sono particolarmente importanti quei processi di accompagnamento e sostegno alle famiglie che si svilupperanno attraverso la ricerca di persone che lavorino a manteniere vivi gli spazi comuni di questi luoghi di co-housing e facilitino le relazioni di vicinato.

Infatti, in occasione della prima visita sul posto da parte di esperti, buona parte della giornata è stata dedicata all’incontro con le famiglie selezionate per affinare la progettazione degli spazi di co-housing e gestire le diversità legate alle diverse radici culturali, al fine di proporre soluzioni flessibili che garantiscano una convivenza serena e collaborativa negli spazi che si stanno riqualificando a fini abitativi.

Questi spazi, una volta pronti, ospiteranno famiglie bisognose che potranno rimanerci per tre anni prima di essere collocate in una situazione abitativa convenzionale. In questo senso, il progetto genera spazi di co-housing che potranno ospitare e aiutare continuamente le famiglie che si trovano o si troveranno in condizioni di lavoro e di emergenza abitativa.

Il Progetto sta quindi completando le fasi preparatorie prima di attuare le trasformazioni urbane previste e le sfide attualmente aperte sono:

  • mantenere alto il livello di partecipazione in questo momento in cui è difficile incontrare i residenti e le parti interessate
  • preparare il cambiamento del tessuto socio-ulturale delle comunità locali, sulla scala dei quartieri in cui si svolgeranno questi esperimenti di co-housing
  • trasformare e adeguare gli standard, le funzioni e i servizi urbani in prossimità degli interventi previsti dal progetto CAPACITYES
Cascina Serassi, una vecchia fattoria abbandonata, sta per essere ristrutturata per ospitare il centro per bambini, Fonte, MUA Team - Pagina Facebook CAPACITYES