Programma UIA – Urban Innovative Actions

Progetto n°612131-EPP-1-2019-1-IT-EPPKA3-IPI-SOC-IN

Titolo: CAPACITyES: Children Against Poverty Awake the City Education System

Descrizione del progetto

www.capacityes.it

Con il progetto CAPACITyES la città di Bergamo affronta il tema della povertà urbana, considerando nello specifico la carenza di offerta abitativa, la povertà educativa dei bambini e la segregazione spaziale. La soluzione è un approccio integrato incentrato sulla prospettiva dell’infanzia con una struttura temporanea di co-housing per famiglie con minori e un nuovo polo dedicato ai bambini. Entrambi gli interventi saranno co-progettati e co-gestiti dalle famiglie coinvolte nel progetto, insieme al quartiere per rilanciare la partecipazione della cittadinanza, l’integrazione e la coesione sociale.

Lista dei progetti approvati nell’ambito della 4^ call del programma europeo UIA.

Il progetto in cifre

Numero di partner 9
Budget del progetto 6 milioni di €
Finanziamento europeo 4,8 milioni di €
Durata del progetto dal 01/09/2019 al 31/08/2022

 

Partner di progetto

Ente Capofila:

Comune di Bergamo (capofila)

Partner:

Associazione Formazione Professionale Patronato San Vincenzo

Cooperativa Impresa Sociale Ruah

Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo

Purelab

Generazioni FA

CSI Bergamo

Fondazione ISMU – Iniziative e Studi sulla Multietinicità

Best Institut (Vienna).

ARTICOLI E AGGIORNAMENTI

21 febbraio 2021 – Diario della Formazione

Progetto CAPACITyES: 3 HubForKids in giro per il mondo

Il progetto CAPACITyES, finanziato dall’iniziativa europea UIA Urban Innovative Actions, ha come topic la rigenerazione urbana in chiave innovativa. Tale obiettivo è declinato in tre filoni di intervento strategici: deprivazione abitativa, povertà educativa dei bambini e segregazione spaziale.
L’ambito di azione si realizza in un contesto urbano del Comune di Bergamo segnato da un’alta percentuale di famiglie che vivono in povertà assoluta, la maggior parte delle quali di nazionalità straniera. Una quota significativa di questi cittadini sono minori.

CAPACITyES

Le azioni previste partono dall’offerta di una struttura di co-housing temporaneo, fornendo loro l’opportunità di condividere alloggi e spazi comuni. Nel contempo, CAPACITyES affronta la sfida della povertà educativa dei bambini, creando un nuovo spazio sociale per i minori da 0-17 anni (HubForKids), dove potranno partecipare ad attività culturali, artistiche e sportive, supportate anche da attività di animazione sociale e tutoraggio. Queste attività hanno l’obiettivo di favorire il processo di integrazione tra bambini italiani e stranieri. Entrambe queste strutture saranno co-progettate e co-gestite dalle famiglie target, insieme al quartiere, al fine di rilanciare la partecipazione sociale, l’integrazione e la coesione.

Il ruolo dell’AFP Patronato San Vincenzo

Il Work Package leader dell’attività relativa allo sviluppo dell’HubForKids è AFP Patronato San Vincenzo. La ristrutturazione dello spazio (Cascina Serassi) e le azioni di valorizzazione previste, a causa della pandemia, sono purtroppo molto rallentate. L’obiettivo di fondo è quello di promuovere innovazione sociale tra i giovani considerando la prospettiva dei bambini come punto di partenza.

L’obiettivo è creare un spazio a misura di bambino tenendo conto delle loro esigenze e volontà. Questa attenzione verrà posta sia sulla struttura architettonica che sui servizi da fornire nell’Hub. Verranno, infatti, co-progettate anche le attività con i bambini, considerati protagonisti di tutte le azioni, che verranno realizzate.

L’HubForKids creerà relazioni positive sperimentando la cultura, l’arte e lo sport come strumenti tangibili per aiutare a combattere la solitudine e la segregazione.

Best practices nel mondo

Esistono altri esempi di spazi sociali innovativi dedicati ai minori? Le altre nazioni come stanno affrontando problematiche sociali similari? L’innovazione sociale guidata dai giovani è un modello vincente?

Iniziamo il nostro viaggio intorno al mondo alla ricerca di best practices utili a riflettere su come potrebbe essere l’HubForKids Capacityes nella città di Bergamo.

BOLIVIA

Peque Innova nasce nel 2017 come uno dei progetti vincitori del network Alumni Inspira, dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Bolivia. Peque Innova è un progetto educativo  basato su attività laboratoriali che combinano le aree STEAM: Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica.

Le attività intendono risvegliare la passione per le scienze nei bambini boliviani tra i 5 e i 12 anni, che generalmente non hanno conoscenze o accesso a questo tipo di opportunità e / o istruzione.
Le cause di questi problemi si basano sulle risorse economiche, sulla disuguaglianza di genere come nei metodi educativi tradizionali e verticali applicati alle scuole rurali e urbane.

Alcuni esempi di laboratori:

  • Robotica
    Introduzione all’utilizzo di base dei programmi open source. Viene inoltre permesso ai bambini di avere una prima conoscenza sull’hardware della robotica e sull’uso di microcontroller.
  • Chimica
    Vengono insegnate le basi dei composti chimici attraverso esperimenti pratici, utilizzando materiali di uso quotidiano. Contemporaneamente, viene spiegato l’utilizzo e la manipolazione dei materiali di laboratorio.
  • Scienze Ambientali
    Vengono evidenziati concetti e pratiche come la conoscenza, la consapevolezza e la sensibilità sulle questioni ambientali. Viene spiegato l’ambiente circostante con esperimenti su acqua, suolo ed energia eolica.
  • Biologia
    Sono insegnati i principi delle cellule e dell’osservazione microscopica. La creatività del bambino viene stimolata quando si costruiscono i propri strumenti come i microscopi con materiali comuni.

Pur coltivando un reale interesse per i processi di apprendimento nei bambini, Peque Innova mira a ridurre la dispersione scolastica e le perdite di possibili futuri luminosi. Questo è il motivo per cui il progetto aspira a dare strumenti alla prossima generazione di giovani leader e innovatori nel campo della scienza e della tecnologia in Bolivia.

LITUANIA

I professionisti IT sono molto richiesti sia nel mercato del lavoro lettone che in quello globale, facilitando la crescita e la competitività di un paese. Da questo contesto nasce il progetto LEARN IT laboratorio integrato di programmazione per studenti di età compresa tra 1 e 9 anni, in cui i bambini possono sperimentare e sviluppare pensiero logico, capacità di problem solving e cooperazione. Durante le lezioni, gli studenti hanno la possibilità di sviluppare giochi, app mobili e siti Web, risolvendo compiti e problemi di natura logica.

Il team di LEARN IT ha notato che in Lettonia, il coding è spesso trascurato nei programmi scolastici. Il progetto vuole sfidare lo status quo rompendo gli stereotipi sulla programmazione e suscitando l’interesse degli studenti per essa. Proprio per questo LEARN IT, organizza corsi di programmazione, eventi di formazione professionale e laboratori creativi nelle scuole della Lettonia. Ritengono strategico che prima i bambini impareranno le basi della codifica, più esperti e competenti in diverse aree diventeranno in futuro.
I bambini passano dalla programmazione con blocchi di codifica visiva all’essere esperti in HTML, CSS e JavaScript

I numeri di LEARN IT in Lituania
  • 8 SCUOLE
  • 5.344 CLASSI
  • 1.834 STUDENTI
LEARN IT offre i seguenti programmi didattici
Classi 3-4 anni

Animazione e giochi

Corsi per gli studenti più piccoli volti a sviluppare il pensiero logico, le capacità di problem solving e la creatività dei bambini. Gli studenti sono incoraggiati a scrivere programmi utilizzando il linguaggio di codifica visiva Scratch, creare disegni e giochi interattivi e costruire semplici robot utilizzando sensori e interruttori littleBits.

Classi 4-5 anni

Siti web e app mobili

Corsi per studenti curiosi che vogliono ampliare il proprio orizzonte riguardo al poliedrico mondo IT. Durante le lezioni, gli studenti creano siti web personalizzati in linguaggi HTML e CSS corrispondenti ai loro interessi, scrivono codici per app mobili interattive in linguaggio JavaScript e costruiscono semplici robot.

Classi 5-6 anni

Animazioni con JavaScript

Corsi per bambini interessati alla programmazione e desiderosi di imparare a scrivere un codice. Durante il programma, gli studenti apprendono la sintassi del linguaggio JavaScript e creano disegni e animazioni interattive tramite il codice. Inoltre, gli studenti apprendono le basi della robotica costruendo e codificando robot complessi.

Classi 6-9 anni

Elettronica e stampa 3D

Corsi per studenti intelligenti e creativi desiderosi di scoprire cosa si nasconde in ogni dispositivo. Durante le lezioni, gli studenti sviluppano prototipi per diversi circuiti e dispositivi elettrici utilizzando microcontrollori Arduino e li integrano con modelli 3D progettati e stampati da loro stessi. Alla fine del programma, gli studenti mettono alla prova le loro conoscenze sviluppando le proprie soluzioni tecnologiche.

REGNO UNITO

Dawdon Youth and Community Center (situato tra Durham e Sunderland), mira a fornire una vasta gamma di servizi per l’inclusione sociale dei ragazzi di tutti e lavora per una “politica della porta aperta” volta ad incoraggiare coloro che si trovano in condizioni di svantaggio a partecipare pienamente ed essere attivi all’interno della comunità.

Lo scopo è servire la comunità offrendo servizi e attività di alta qualità, gratuiti (o a basso costo) che migliorano la qualità della vita delle persone. Il Centro è aperto per più di 79 ore su 7 giorni, offrendo un luogo accogliente per più di 450 individui e gruppi, residenti locali di tutte le età, bambini e giovani che si incontrano ogni settimana.

Dawdon Youth and Community Center opera come un edificio comunitario. Oltre a gestire e ospitare attività regolari e ospitare il Polo della Gioventù, offre anche stanze in affitto.

Il centro è gestito da un comitato di gestione dei volontari, composto da membri della comunità e consiglieri locali. È stato aperto nel maggio 2001 e il contesto supporta le persone con bisogni aggiuntivi e fornisce un accesso adeguato alle persone con disabilità.

Le attività proposte dal Centro

Dawdon Youth and Community Center organizza corsi educativi e una vasta gamma di attività ricreative come karate, lezioni di danza, lezioni di danza acrobatica e sedia a rotelle. Gestisce un Banco Alimentare a supporto di chi è in crisi, offre supporto ad anziani, disabili e persone in isolamento.  Il centro gestisce anche un “Community Job Club” che fornisce supporto per il ritorno al lavoro.

Il centro supporta più di 150 bambini, erogando anche percorsi di alimentazione sana e cucina, sport, arti e mestieri, danza e sessioni di coro. L’obiettivo del centro è aiutare i bambini e i giovani svantaggiati ad integrarsi più positivamente nella società aumentando la loro fiducia. Attraverso workshop specialistici trattano temi come autoconsapevolezza, bullismo, comportamenti antisociali, inclusione sociale e immagine del corpo. Con il progetto CREE, il centro supporta bambini e giovani dai 13 anni in su con problemi di benessere emotivo.

Conclusioni

Capacityes ha permesso di scoprire nuove risorse, di trovare nuovi spunti mettendo al centro i minori, le famiglie e la comunità. La pandemia ha rallentato lo svolgimento delle azioni, ma ha permesso di trovare una nuova resilienza e di esplorare nuove opportunità e nuovi strumenti. Le difficoltà hanno spinto i partner di progetto ad avere rapporti più stretti e di unirsi per cercare di portare avanti le attività in una modalità più creativa e stimolante.
I minori sono una risorsa fondamentale per lo sviluppo di una comunità e di un paese. Le attività progettuali promuoveranno strategie virtuose ed efficaci per attuare uno sviluppo educativo e per rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. I minori non saranno più solo destinatari di servizi, ma saranno protagonisti nelle attività di co-progettazione ed in quelle realizzate. Le best practices esaminate e molte altre saranno uno stimolo ed un punto di partenza per la realizzazione di un Hub innovativo che risponda ai bisogni educativi locali in un’ottica di sviluppo futuro ed aperto alla collaborazione con altre realtà che condividono mission e vision.

Leggi l’articolo originale su diariodellaformazione.it

19 dicembre 2020 – Petro Elisei, UIA Expert

Un’esperienza alternativa di co-housing: bambini e migranti che collaborano per soluzioni innovative!

Workshop tenutosi durante la visita in loco di un esperto, per discutere su come organizzare gli spazi per il co-housing

Bergamo ha avuto la grande sfortuna di essere tra le prime città in Europa ad essere stata colpita dagli effetti del COVID 19, quando in tutta Europa non si era ancora capito cosa stesse realmente accadendo e che fosse l’inizio di una grave pandemia.

Tuttavia, Bergamo ha dimostrato la sua capacità di reazione e di resilienza e l’estate scorsa quando è tornata a zero casi di contagio è stato possibile organizzare incontri di persona tra i partner e gli stakeholder.

In questa seconda ondata autunnale della pandemia, che sta nuovamente colpendo gravemente tutta l’Europa, la città di Bergamo ha numeri di contagio accettabili. Da qui si vede che è una città capace di imparare dall’esperienza e questa è una qualità fondamentale per essere una città resiliente e innovativa.

Un’esperienza alternativa di co-housing: bambini e migranti che collaborano per soluzioni innovative!

 In questo primo articolo su Bergamo e sul progetto CAPACITYES dobbiamo ricordare che è stata una delle città europee più colpite dagli effetti della pandemia causata dal virus della SARS COV 2. Nonostante questo grave problema, la città non ha mai fermato il progetto CAPACITYES.

Bergamo è un importante centro logistico e ha nel suo territorio un aeroporto internazionale che si colloca tra i primi cinque in Italia e in Europa per traffico merci e passeggeri, e anche per questo motivo che la pandemia ha colpito qui e con maggiore impatto.

Essere una città resiliente e impegnata

Bergamo ha avuto la grande sfortuna di essere tra le prime città in Europa ad essere stata colpita dagli effetti del COVID 19, quando in tutta Europa non si era ancora capito cosa stesse realmente accadendo e che fosse l’inizio di una grave pandemia.

Tuttavia, Bergamo ha dimostrato una grande capacità di reazione e di resilienza e la scorsa estate quando è tornata a zero casi è stato possibile organizzare incontri di persona tra i partner e gli stakeholder.

Nella seconda ondata autunnale della pandemia, che ha di nuovo colpito gravemente tutta l’Europa, la città di Bergamo ha avuto numeri accettabili di contagio e questo a dimostrazione che è una città capace di imparare dall’esperienza: una qualità fondamentale per essere una città resiliente e innovativa.

Il progetto CAPACITYES sta progredendo e sta tenendo il passo con gli obiettivi previsti nel suo piano di lavoro, soprattutto in tutte quelle attività più blande, cercando di creare e strutturare un coinvolgimento della comunità locale rispetto a questo approccio e a questa idea innovativa.

Un primo punto da sottolineare è l’impegno del Sindaco per questo programma e il sostegno che ha chiaramente espresso al gruppo di lavoro che ha presentato la proposta progettuale e che ora lo sta realizzando.

Il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, presenta il Progetto CAPACITYES: video

La povertà urbana non può essere associata solo alla mancanza di condizioni di vita minime (alloggio, salario minimo, accesso ai servizi sanitari e all’istruzione di base…) anche se queste devono costituire una base stabile da cui non si può prescindere, ma la povertà è legata anche ad altre carenze, come la povertà culturale, relazionale e ambientale. Queste limitazioni possono diventare ancora più rilevanti in un contesto urbano che, per sua natura, è molto più competitivo, come ad esempio la provincia di Bergamo, una delle aree più concorrenziali a livello europeo.

Vivere in condizioni di povertà in un ambiente estremamente competitivo mette a dura prova la sopravvivenza delle famiglie più povere e provoca gravi ripercussioni sui più deboli, come i bambini.

I bambini, insieme alle loro famiglie, sono i protagonisti di questo progetto, non solo quelli appartenenti a famiglie bisognose che sono anche i destinatari delle azioni di co- housing previste.

I bambini delle scuole della città sono l’obiettivo allargato del progetto.

Il collegamento, interculturale e Inter sociale, tra i ragazzi delle scuole bergamasche è una risorsa importante per il progetto. È favorita dai numerosi eventi socioculturali previsti, ma anche dalla creazione di un vero e proprio Centro a loro dedicato, dove possano esprimere, insieme, al di là delle diverse situazioni economiche familiari, la loro creatività e socialità.

In questo momento, il luogo dove sorgerà il Centro è un casale abbandonato, ma con grandi potenzialità una volta rinnovato. Infine, questo Centro verrà inserito all’interno del tessuto urbano del quartiere così che sia facilmente accessibile e in sicurezza alle famiglie e ai bambini.

Qui i bambini avranno la possibilità di imparare, sperimentare, sviluppare e far emergere competenze, talenti e aspirazioni.

I bambini come destinatari e produttori di conoscenza

 Il progetto CAPACITYES affronta temi urbani rilevanti, che vengono presi poco in considerazione dalle politiche locali e dagli strumenti concepiti e utilizzati convenzionalmente per la gestione della città.

Cerca di integrare elementi che spesso rimangono una questione di approcci settoriali, vale a dire 1) l’edilizia abitativa, 2) l’istruzione e 3) la povertà infantile. In questo senso, promuove un approccio territoriale integrato che mira a coordinare le azioni che normalmente si riferiscono a politiche settoriali e a contrastare l’atteggiamento di pensiero a scompartimenti (silos).

 Il progetto CAPACITYES sta riuscendo ad affrontare in modo integrato queste tre tematiche urbane attraverso il coinvolgimento di una rete specializzata nei vari temi scelti da affrontare e in grado di definire percorsi di collaborazione che portino ad un unico progetto risultato di processi partecipativi che portino a decisioni collettive e coese.

Questo processo partecipativo si basa su valori condivisi e definisce percorsi decisionali che si traducono in una somma di contributi individuali:

 CAPACITYES sta mobilitando a Bergamo un dialogo operativo che porta gli attori coinvolti verso una cooperazione che accresce le potenzialità dei valori singoli e delle conoscenze messe in gioco;

Il progetto CAPACITYES affronta il problema della povertà urbana concentrandosi principalmente sulla povertà educativa dei bambini;

I bambini sono guidati attraverso pratiche basate sui valori dello sport, della cultura, dello stare insieme attraverso l’attività fondamentale e primaria che caratterizza l’infanzia, ovvero il gioco.

A Bergamo il viaggio di Ulisse continua attraverso il progetto CAPACITYES e la creatività dei bambini: laboratori in persona e d'estate con i bambini. Fonte: Squadra MUA, pagina Facebook di CAPACITYES

 

Le attività ludiche assumono diverse dimensioni e aprono diverse possibilità di sviluppo per i bambini

  • Giocare come attività sportiva oppure
  • come una narrazione che prelude all’espressione artistica (il viaggio di Ulisse)
  • come metafora di un percorso educativo, ma anche come preparazione alla complessità del vivere
  • come scintilla per la creazione di installazioni artistiche da collocare nell’abitazione, oppure
  • come competizione mediata attraverso il gioco partecipativo sviluppato e progettato per incoraggiare i bambini delle scuole elementari a immaginare e progettare la città dove avverrà il loro futuro, la città che vivranno e gestiranno nel prossimo venturo.

 Prendersi cura di coloro che sono rimasti: l’alloggio come rifugio temporaneo

 Infine, l’attenzione è rivolta alle famiglie vulnerabili che sono un altro obiettivo chiave di questo progetto e che sono importanti per la sperimentazione innovativa avviata dallo stesso. Si tratta di una fase molto delicata dell’azione innovativa urbana che richiede un sostegno alle famiglie selezionate tra le liste di coloro che sono in attesa di una sistemazione abitativa.

Un sostegno che si delinea sotto vari aspetti (psicologico, superamento e conciliazione delle diversità socio-culturali, integrazione di valori che spesso partono da posizioni lontane) e che andrà necessariamente a creare nuove “comunità urbane ibride” basate sul dialogo con i residenti, con la popolazione locale insediata da anni in città, soprattutto nei quartieri dove si realizzeranno le iniziative CAPACITYES.

Queste nuove comunità, che si formeranno a seguito degli interventi previsti dal progetto, influenzeranno anche la domanda di servizi, strutture e standard urbani nelle aree coinvolte.

il workshop di co-housing tenutosi con le famiglie destinatarie. Fonte: Foto scattata dal MUA Team

 

In questo senso, sono particolarmente importanti quei processi di accompagnamento e sostegno alle famiglie che si svilupperanno attraverso la ricerca di persone che lavorino a manteniere vivi gli spazi comuni di questi luoghi di co-housing e facilitino le relazioni di vicinato.

Infatti, in occasione della prima visita sul posto da parte di esperti, buona parte della giornata è stata dedicata all’incontro con le famiglie selezionate per affinare la progettazione degli spazi di co-housing e gestire le diversità legate alle diverse radici culturali, al fine di proporre soluzioni flessibili che garantiscano una convivenza serena e collaborativa negli spazi che si stanno riqualificando a fini abitativi.

Questi spazi, una volta pronti, ospiteranno famiglie bisognose che potranno rimanerci per tre anni prima di essere collocate in una situazione abitativa convenzionale. In questo senso, il progetto genera spazi di co-housing che potranno ospitare e aiutare continuamente le famiglie che si trovano o si troveranno in condizioni di lavoro e di emergenza abitativa.

Il Progetto sta quindi completando le fasi preparatorie prima di attuare le trasformazioni urbane previste e le sfide attualmente aperte sono:

  • mantenere alto il livello di partecipazione in questo momento in cui è difficile incontrare i residenti e le parti interessate
  • preparare il cambiamento del tessuto socio-ulturale delle comunità locali, sulla scala dei quartieri in cui si svolgeranno questi esperimenti di co-housing
  • trasformare e adeguare gli standard, le funzioni e i servizi urbani in prossimità degli interventi previsti dal progetto CAPACITYES
Cascina Serassi, una vecchia fattoria abbandonata, sta per essere ristrutturata per ospitare il centro per bambini, Fonte, MUA Team - Pagina Facebook CAPACITYES